Coronavirus, meglio chiedere le ricette per telefono.

21 marzo 2020
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Studi medici e farmacie rientrano tra le attività che forniscono servizi essenziali e quindi devono rimanere aperti durante l’emergenza dovuta al Coronavirus. Per limitare gli spostamenti e ridurre il rischio di contagio, il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha firmato un’ordinanza che permette di ricevere dal proprio medico il numero di ricetta elettronica (NRE), scegliendo tra diverse alternative.
Nell’ordinanza è scritto che il cittadino può chiedere al proprio medico il numero della ricetta elettronica e cioè il codice di identificazione univoco da comunicare al farmacista. La soluzione può semplice e accessibile a tutti è la comunicazione telefonica del numero. La seconda opzione prevede l’invio del numero tramite SMS o applicazione di messaggistica (WhatsApp, Telegram o altri). È possibile infine inviare il promemoria cartaceo in allegato ad un messaggio di posta elettronica ordinaria o certificata.

Il vantaggio di queste alternative è ovviamente quello di limitare la circolazione dei cittadini e gli assembramenti fuori o dentro lo studio medico. Se tuttavia il medico ha un numero elevato di assistiti c’è il rischio di trovare il numero di telefono sempre occupato. L’uso di SMS, email e app di messaggistica non è semplice per i più anziani, ovvero per i cittadini che hanno più bisogno dei farmaci.

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